Gimje & Seoul - COREA DEL SUD

Andrea Roggi – PACE FOR ALL

Il viaggio artistico di Andrea Roggi approda in Asia con Peace for All, una scultura in bronzo
raffigurante un ulivo, simbolo di riconciliazione e pace universale.
Inaugurazione
01 Nov 2025 Seoul

L’opera è stata inaugurata nella piazza del Mangyeong Memorial Hall, a Gimje, nella provincia di
Jeollabuk-do, accanto alla storica Mangyeong Church, memoriale dedicato ai parrocchiani
caduti durante la guerra di Corea.

Supervisionata direttamente dall’artista, la scultura rappresenta un abbraccio tra culture e
generazioni.

Un progetto realizzato in collaborazione con la History Committee of Mangyeong Church e
CR Design di Seoul.

L'Art au sommet | Courchevel 1850

Andrea Roggi, dopo il successo della mostra Élan Vital a Parigi e la tappa estiva di Saint-Tropez, prosegue il suo percorso internazionale con una nuova esposizione nel cuore delle Alpi francesi, a Courchevel 1850, dove le sue sculture torneranno a dialogare con la natura, la luce e il silenzio dell’alta quota.

L’esposizione inaugurerà nell’ottobre 2025 presso la Galeries Bartoux di Courchevel, aprendo ufficialmente la stagione artistica invernale della celebre località. Per l’occasione verrà presentata una selezione di opere monumentali e medio-grandi in bronzo, tra cui alcuni lavori inediti realizzati appositamente per questa tappa alpina del progetto Élan Vital. Le sculture, dislocate tra gli spazi espositivi della galleria e le vie principali del villaggio, creeranno un percorso di contemplazione e armonia, un incontro fra l’energia vitale dell’uomo e la potenza ancestrale della montagna.

L’arte di Roggi si inserisce perfettamente nel contesto di Courchevel, luogo dove l’eleganza e la natura convivono in equilibrio. Le sue figure, radicate nella terra e protese verso il cielo, sembrano trovare qui un nuovo respiro: il bronzo si illumina dei riflessi della neve, le radici si confondono con la roccia, la sfera diventa eco del sole che filtra tra le cime. È un dialogo continuo tra materia e spirito, tra forza e leggerezza, che rinnova la poetica del Maestro e la proietta verso nuovi orizzonti.

Questa esposizione rappresenta una tappa fondamentale nel viaggio internazionale di Andrea Roggi, un percorso che unisce città, paesaggi e culture in un’unica visione poetica: la bellezza come energia che genera vita, come legame universale tra uomo e natura, come respiro condiviso capace di attraversare ogni confine.

Srngar

Courchevel

“Srngar” è una scultura che incarna il tema dell’acqua come elemento vitale e simbolico. In quest’opera, Andrea Roggi traduce il fluire dell’acqua in una forma scultorea armoniosa e dinamica, dove i movimenti circolari e le linee morbide evocano il ciclo eterno della natura. La figura, immersa in una danza elegante, sembra emergere da una sorgente invisibile, incarnando purezza, rinascita e connessione spirituale con l’ambiente. “Srngar” celebra la bellezza dell’acqua non solo come risorsa naturale, ma come metafora dell’emozione, della trasformazione e della continuità della vita.

Élan infini

Courchevel

“Élan Infini” è una scultura simbolica e ispirata, in cui Andrea Roggi fonde elementi naturali e spirituali per raccontare il legame profondo tra l’uomo e l’universo. Al centro dell’opera si trova una sfera, simbolo del mondo, che racchiude al suo interno un intreccio di radici: segno della memoria, delle origini e della connessione con la terra. Questa scelta suggerisce che le fondamenta della vita sono contenute nel cuore stesso del pianeta, custodite come un’essenza preziosa.

Intorno alla sfera si slanciano figure umane, leggere e dinamiche, che sostengono e si elevano in un moto ascensionale. Il loro gesto suggerisce uno slancio vitale – l’“élan” – verso l’infinito e la conoscenza.

A coronare la composizione, una chioma d’albero appena mosso dal vento, evocando il soffio dell’esistenza e il continuo dialogo tra tempo, natura e spiritualità.
“Élan Infini” è un’opera che celebra il ciclo della vita, la tensione verso l’elevazione e la profonda armonia tra l’uomo e il cosmo.

Il potere dell'amore

Courchevel

“Il Potere dell’Amore” è una scultura che incarna la forza invisibile e universale che unisce ogni cosa: l’amore. Al centro dell’opera si trova un cerchio aperto, simbolo dell’eternità, dell’armonia e del moto continuo della vita. Al suo interno si sviluppa un intreccio di radici, a suggerire che l’amore affonda nel profondo, nelle origini comuni, nella terra intesa come culla dell’esistenza.

Attorno al cerchio si elevano figure umane, leggere e fluide, che si sostengono a vicenda in un gesto di reciproco slancio. Questo movimento ascensionale richiama la potenza del sentimento che unisce e innalza, che supera i confini individuali per confluire in qualcosa di più grande.

In alto, una chioma d’albero, ancora una volta avventata dal vento, chiude la composizione come un respiro cosmico: simbolo della vita che si rinnova, della libertà e del fluire del tempo.

“Il Potere dell’Amore” racconta un ciclo senza inizio né fine, dove le radici dell’anima si intrecciano con il cielo, in una danza eterna di appartenenza e trascendenza.

Fecunditas

Courchevel

“Fecunditas” è un inno alla generazione della vita e alla fertilità dello spirito e della natura. La scultura si sviluppa attorno a un albero maestoso, da cui scaturisce una figura materna in armonico slancio, quasi plasmate dal tronco stesso, come se nascessero dalla linfa vitale dell’universo.

La composizione trasmette una sensazione di abbondanza e fioritura, dove ogni elemento – dalle radici profonde alla chioma rigogliosa – parla di crescita, di trasmissione e di trasformazione. Le figure, in un gesto circolare e protettivo, evocano il grembo della Terra e la continuità della specie, ma anche la fecondità delle idee, dell’arte, dell’amore.

L’intero insieme è permeato da una luce interiore, che non risiede nei materiali ma nella dinamica fluida e generativa della forma.
“Fecunditas” è una celebrazione della potenza creatrice insita in ogni essere vivente, un’opera che invita a riconoscere e custodire ciò che ci lega alla terra, agli altri e al mistero della vita.

Le baiser devient lumiere

Courchevel

“Le Baiser Devient Lumière” è una scultura che cattura l’essenza dell’amore eterno, trasformando un gesto intimo in un simbolo universale. Due figure umane, fuse in un abbraccio senza tempo, si intrecciano in una forma unica e fluida, dove i corpi sembrano perdere i loro contorni per diventare un solo essere.

Dal loro incontro nasce una chioma folta e viva, che si apre come una corona d’albero e si espande verso l’alto, irradiando energia e luce. Questo elemento naturale simboleggia la fioritura dell’amore, il suo potere generativo e trasfigurante. Non è solo un bacio, ma un passaggio spirituale, in cui l’unione affettiva si sublima in luce — metafora della verità, della bellezza e della connessione profonda tra anime.

“Le Baiser Devient Lumière” non racconta solo un incontro, ma il miracolo della fusione tra due essenze, che nel donarsi reciprocamente si elevano, si trasformano e diventano parte del tutto. Un’opera che celebra l’amore come forza creatrice e luminosa, capace di superare il tempo e la materia.

Terre d'amour

Courchevel

“Terre d’Amour” è una delle espressioni più emblematiche della visione artistica di Andrea Roggi, in cui la forma dell’alberomondo diventa sintesi perfetta tra umano e naturale, tra emozione e appartenenza. In questa scultura, l’albero si erge non solo come simbolo di vita, ma come dimora dell’amore universale, luogo dell’incontro tra cielo e terra.

Le figure umane, distribuite armoniosamente lungo il tronco e i rami, non sono in semplice ascesa, ma sembrano abitare il mondo che l’albero rappresenta, come custodi silenziosi di un equilibrio sacro. Non c’è tensione, ma coesistenza, come se ogni gesto scolpito raccontasse un frammento di un sentimento antico e condiviso.

souffle d'amour

Couchevel

“Souffle d’Amour” è una scultura travolgente, dove l’amore prende la forma di un soffio impetuoso, capace di sollevare e trasformare la materia in spirito. Le radici affondano con forza nella base della composizione, ma è come se l’intero albero venisse strappato al suolo da un vento invisibile, portato via in un moto ascensionale che evoca le anime dannate di Dante — non però nella disperazione, ma in una sublime elevazione.

Le figure umane, avvolte in questo vortice, non lottano contro la tempesta: vi si abbandonano con grazia, unite da un legame che non conosce gravità. I loro corpi si cercano, si sorreggono, si fondono in un rapporto lirico e aulico, dove l’amore non è possesso ma respiro condiviso, pura essenza che trascende la carne.

La chioma dell’albero, agitata e spalancata come una fiamma vegetale, accentua il senso di movimento e di urgenza emotiva.
“Souffle d’Amour” è un volo drammatico e poetico, un’ode visiva alla forza dell’amore che solleva, trasforma, e infine rende eterno il legame tra gli esseri.

INCLUSION WEEKS – UNIVERSITA’ BOCCONI – Milano

Andrea Roggi – Imagine

Università Bocconi, Milano – Inclusion Weeks 2025

 

Inaugurazione
03 Nov 2025 h 17:30
Ellisse Area, Edificio Leonardo Del Vecchio

 

In occasione delle Inclusion Weeks 2025, l’Università Bocconi accoglie Imagine del Maestro Andrea Roggi, a cura di Felicia Cigorescu, come segno di riflessione sui valori che uniscono i popoli: conoscenza, pace, rispetto e inclusione.

La collocazione dell’opera è profondamente simbolica: non si impone nello spazio, ma lo abita con discrezione, come un pensiero condiviso. È un invito a guardare oltre le differenze, a riconoscere nell’altro una parte di sé, l’arte come energia rigeneratrice, come spazio di incontro tra le differenze.

Il progetto è parte di InsideArts, un’iniziativa che integra arte, scienza e benessere per promuovere consapevolezza emotiva, inclusione e armonia collettiva attraverso il linguaggio universale della bellezza.

Nel contesto dell’Università Bocconi — luogo di ricerca, di dialogo e di formazione delle menti che immaginano il futuro — Imagine si fa metafora del sapere come forza generatrice di cambiamento. 

Conoscere significa aprire varchi, costruire ponti, dare forma a un mondo più giusto e consapevole.

Attraverso l’arte, la conoscenza si fa esperienza sensibile, si trasforma in linguaggio universale. Imagine diventa così un simbolo di speranza e di responsabilità: il sogno concreto di un’umanità capace di ideare un futuro sostenibile, inclusivo e profondamente umano.

All’interno di questa iniziativa, anche la presenza del Maestro Andrea Roggi dimostra come l’arte possa divenire strumento di consapevolezza, equilibrio interiore e costruzione di senso.

Un ponte tra estetica e psiche, tra conoscenza e cura di sé: perché il benessere, come la bellezza, nasce sempre da uno sguardo capace di comprendere l’altro.

In questa prospettiva, il benessere collettivo non è la somma dei singoli equilibri, ma una condizione condivisa che si genera attraverso la relazione.
Quando la conoscenza diventa empatia e la sensibilità si traduce in azione, la comunità accademica si fa organismo vivo: un luogo dove arte, pensiero e umanità cooperano per dare forma a un futuro più armonioso e consapevole.

È in questa interconnessione che l’arte di Roggi trova la sua eco: un richiamo alla responsabilità comune di costruire un mondo in cui la pace interiore diventi anche pace sociale.

IMAGINE

Università Bocconi – Milano

Fin da bambino, Andrea Roggi si è interrogato sulla possibilità di una pace duratura, universale. La risposta che ha maturato nel tempo non nasce dall’utopia, ma dalla consapevolezza: solo attraverso la conoscenza di sé e dell’altro, l’essere umano può generare armonia e cooperazione autentica.

Con il ciclo di opere Imagine — il cui titolo rimanda alla celebre composizione di John Lennon — il Maestro trasmette un messaggio semplice e rivoluzionario: in un mondo abitato da individui consapevoli, rispetto e altruismo non devono essere imposti, ma nascono naturalmente, come frutti di una coscienza evoluta.

Le figure che compongono i globi di Imagine si tengono per mano in un equilibrio perfetto: nessuna prevale sull’altra, ciascuna sostiene e viene sostenuta. È una metafora visiva della convivenza, della dignità condivisa, dell’interdipendenza che fonda ogni società giusta. La sfera, forma totale e armonica, evoca la Terra ma anche — nella poetica di Roggi — l’oliva, simbolo di pace e di futuro, promessa di un frutto che nasce solo da un presente virtuoso.

Imagine rappresenta dunque la sintesi umana e tangibile del principio che attraversa tutta l’arte di Roggi: l’Energia della Vita. Se quest’ultima appartiene all’ordine cosmico, Imagine la traduce nel linguaggio della realtà quotidiana, rendendola gesto, relazione, responsabilità. È l’energia dell’amore consapevole, capace di trasformare la conoscenza in luce e la materia in speranza.

Il Maestro Roggi si è domandato, fin da bambino, se è possibile raggiungere, a livello globale, uno stato di pace duratura. La risposta che ha trovato risiede nella consapevolezza. Roggi sostiene e comunica, mediante le opere afferenti al tema di Imagine (il cui titolo rimanda all’omonima composizione di John Lennon), che, in un mondo popolato da individui consapevoli, rispetto e altruismo trovano terreno fertile spontaneamente. 

Non è un caso che i globi in questione siano costituiti da una serie di figure che si tengono per mano, condividendo il medesimo peso e la medesima importanza strutturale; ogni soggetto è essenziale per la stabilità della scultura: non vi sono disparità. La forma sferica senz’altro rammenta la forma di un pianeta, nondimeno, all’interno della poetica del Maestro Roggi, essa richiama immediatamente anche l’oliva, ossia il frutto del futuro, determinato da un presente virtuoso.

 Essenzialmente, Imagine si configura anche quale senso ultimo del frutto dorato, ubicato sulla chioma degli Alberi della Vita. La forma sferica richiama pure il principio dell’arte di Roggi tutta, ovverosia Energia della Vita. Ebbene, Imagine, in ultima battuta, è l’interpretazione più umana, più concreta, forse, di Energia della Vita, poiché gli individui, impossibilitati ad enucleare a pieno una così potente concezione, non possono che ispirarsi ad essa e, in conseguenza, agire amorevolmente.

La serie di sculture che, probabilmente, esemplifica meglio l’armonia fra indagine
filosofica e ricerca tecnica, la quale caratterizza ogni opera del Maestro Roggi, è quella dedicata al tema della Sorgente della Vita

Questo tema, in effetti, benché condivida molteplici fondamenta teoretiche con le altre produzioni del Maestro, presenta specifiche e complesse difficoltà pratiche, le quali sono state superate
solamente grazie ad un intenso studio e a innumerevoli esperimenti conseguenti. 

La rappresentazione dell’acqua mediante il bronzo, evidentemente, è un’operazione assai ardua giacché corrisponde al tentativo di tradurre un elemento idealmente fluido e mutevole, trasparente e dinamico, per mezzo di una lega resistente e dura.

Eppure, le opere intorno alla Sorgente della Vita del Maestro Roggi si presentano tout-court come flutti setosi, dalla conformazione vagamente sferica. In altre parole, queste sculture, grazie ad un assiduo lavoro di ingegno e ad un meticoloso labor-limae, riescono ad esprimere tutta l’energia e tutta la limpidezza dell’acqua, tramite la potenza del bronzo

. Da queste onde, sgorgano esseri antropomorfi a rappresentazione del principio vitale che questo elemento naturale rappresenta sin dall’antichità. Il tema della Sorgente della Vita, in definitiva, si declina quale costituente di quell’unicum essenziale che corrisponde all’Energia della Vita.

L’ Albero della Vita agisce quale collegamento fra le meditazioni più teoretiche ed universali e quelle più pratiche e singolari dell’artista. Tali esemplari sono il frutto di una riflessione intorno al tempo in relazione alla compagine sociale di singoli individui. 

Come il tempo può essere suddiviso in passato, presente e futuro, infatti, l’Albero della Vita può essere suddiviso in radici, tronco e rami. Le radici corrispondono al passato giacché esse traggono nutrimento dalla terra, ossia da ciò che esiste prima di noi, come cultura e tradizione. Il tronco corrisponde al presente ed assume tratti antropomorfi poiché è l’unico segmento esistenziale entro il quale possiamo agire, ed agire con amore.

Perciò i tronchi sono costituiti da più soggetti immortalati in un abbraccio fraterno, in un bacio appassionato oppure in uno struggente scambio di sguardi. Le opere il cui tronco è costituito da una sola rappresentazione antropomorfa, invece esprimono la potenza della concezione panteistica del mondo e della relativa contemplazione. 

Infine, i rami, i quali spuntano dal tronco come sua naturale prosecuzione, rappresentano il futuro, ossia l’effetto dell’incontro fra passato e presente; sono carichi di frutti, siccome i valori e l’educazione del passato, coniugati con le azioni dettate dall’amore nel presente, determinano un futuro virtuoso.

L’Energia della Vita corrisponde pienamente al nucleo stesso del pensiero del Maestro Andrea Roggi. Questa scultura è da sempre presente nella produzione artistica dell’autore ma può assumere una piena indipendenza spaziale e concettuale. L’Energia della Vita, difatti, è la sfera dorata che connota ogni lavoro del Maestro, la quale viene puntualmente collocata in corrispondenza del baricentro delle opere, onde raffigurarne l’origine ultima, il motore universale. 

Si tratta di un pensiero ineffabile, pressoché plotiniano, restituito attraverso la tridimensionalità ed un preciso, quanto mutevole, cromatismo. L’Energia della Vita corrisponde ad una idea universale, intelligibile ma non immaginabile, sintetizzata grazie al potere della creatività in forma immaginabile e, soprattutto, sperimentabile.

L’ Energia della Vita, ordunque, può essere considerata come una sorta di materia strana nell’ambito della scultura, giacché essa è così densa di significato e, al contempo, così contratta da risultare un concentrato di infinite possibilità, dentro al quale tutto nasce e tutto esiste in qualunque momento; il quale può essere osservato per rivedersi oppure per vedere tutto il resto; il quale può essere motivo di perdizione oppure fonte di vivida ispirazione.

L’ambito della ricerca della Conoscenza è indagato da Andrea Roggi nella sua essenza interiore, la figura utilizzata per rappresentarlo è quella femminile, la donna come portatrice primordiale della conoscenza e archetipo della creazione, unica custode dell’intelletto umano. 

Le donne di Andrea Roggi sono forze in saldo equilibrio in cui l’armonia delle proporzioni classiche è controbilanciata da una moderna proposta di movimento, fondamentale nella visione scultorea dell’artista. Le forme sono salde ma leggere, sospese a mezz’aria in danze tra i cieli, in salti acrobatici sostenuti dal Filo della Conoscenza. Le donne si reggono su labili e sinuose linee che si allungano idealmente all’infinito, con un’idea di continuità ciclica, di rinascita e progressiva creazione idealmente accostabile all’incessante ricerca di Conoscenza da parte dell’artista e per traslato di tutto il genere umano.

La donna spicca un salto al di sopra del cubo che la racchiude, il solido che figura idealmente la chiusura mentale della società in cui viviamo. La linearità delle sue forme ci lascia intravedere come il suo corpo sia in realtà formato da pagine di libri, a indicare come ogni persona non sia solo materia e carne ma soprattutto come essa rispecchi la sua parte mentale. 

Siamo ciò che conosciamo. Ragione, intelletto, conoscenza formano la nostra identità. L’umanità è al centro dell’indagine dell’artista, che riferendosi al progresso rivela incise nel bronzo le formule che hanno contribuito allo sviluppo tecnologico del mondo, al progredire dell’evoluzione umana. Ciò che conosciamo è ciò che siamo, quello che ci distingue. 

Un moto a spirale accompagna le figure, una sottesa energia vitale si esprime in evoluzione del movimento, un’energia positiva del divenire destinato ad un rinnovamento ciclico, è in questo primato della figura femminile che l’artista condensa il mondo interiore della Conoscenza. 

Le donne di Andrea Roggi sono conoscenza, memoria, sogno e libertà, secondo un’elevazione del femminile oltre lo stato umano nel ricordo di esse come fonte di creazione della vita, l’andamento curvo e sinuoso dei corpi e del loro interagire nello spazio ci ricorda infatti Il Cerchio della Vita.

Il cipresso – soggetto che incarna l’Albero della Conoscenza – è, nella tradizione, una pianta elegante e solitaria. Per questo profondo
mistero che lo avvolge, esso diventa, nella poetica di Roggi, il simbolo dell’elevazione, di quel cammino ascendente, metafora dell’arte
stessa. Quest’ultima, infatti, è la via che conduce ad un innalzamento della coscienza e, creando bellezza, riempie di nuova vita gli
animi. Oltre che incarnare quel percorso che tende verso l’alto, questa pianta diventa il simbolo del fuoco. Gli elementi naturali, infatti, sono parte fondamentale della ricerca di Roggi. La forma del fuoco, come quella del cipresso, tendono verso l’alto e per questo si
assomigliano. A comporne il tronco, ancora una volta, tornano i corpi umani, quello maschile e femminile, uniti in una danza che li eleva
fino ad assumere la forma di una fiamma, che tende verso il cielo.

Nell’arte del Maestro Roggi, il tema del Tempo trova una sua genesi nel concetto primordiale dell’Energia della Vita. Partendo dal seme vitale, l’artista dà vita ad una serie di forme scultoree astratte ed affascinanti, le quali sono realizzate attraverso la tecnica della fusione dinamica, inventata e brevettata dall’artista insieme alla sua équipe nel 2019.

Il Tempo, nella poetica di Roggi, si declina attraverso due espressioni formali: il cerchio e la spirale. La costituzione del cerchio implica una visione della tematica temporale quale ciclo della vita continuo, incessante, in cui l’Io viene ad incontrarsi e scontrarsi con la dimensione onirica dell’infinito e del cosmo. Nel moto vorticoso della spirale, il flusso temporale assume una connotazione antropocentrica: l’essere umano è posto al centro del ciclo vitale. 

Il cerchio va a perdere la propria congiunzione: il nostro tempo ha un inizio ed una fine. Il bronzo assume la sua conformazione altamente materica fino a sgretolarsi e a rendersi quasi evanescente, offrendo all’osservatore una riflessione sullo scorrere del tempo, sul suo prezioso valore e sulla sua caducità.